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La foto di Carmen Consoli col pancione, malmaritata

E’ maschio

https://www.ragusanews.com/resizer_NEW/resize.php?url=https://www.ragusanews.com/immagini_articoli/26-05-2013/1396120012-la-foto-di-carmen-consoli-col-pancione-malmaritata.jpg&size=886x500c0 A luglio nasce un bel maschietto


Catania - Malmaritate. Uno spettacolo al Centro Zo di Catania. E per "maritate" il riferimento è alla succulenta pietanza campana che celebra il matrimonio tra verdure e carni in un trionfo di spezie e aromi. Così è il piatto il progetto presentato l'altra sera dalla Narciso records in un teatro stracolmo di spettatori. 

Canzoni e teatro, o teatro-canzone con le donne e il Sud in primo piano.

Donne streghe, donne dimenticate dalla storia, donne ferite, donne che sognano, donne innamorate, donne incazzate.

E' la conferma di una presa di coscienza dell'emergenza violenza, o femminicidi, che, pur in modi diversi tra loro, comincia a diffondersi: dalla militanza culturale di Loredana Lipperini e Michela Murgia nel loro pamphlet "L'ho uccisa perché l'amavo. Falso! ", alla cronaca di Simonetta Agnello Horny ne "Il male che si deve raccontare", o passando per una forma di messa in scena lirica come ha fatto Serena Dandini con "Ferite a morte" fino, appunto, alle Malmaritate, dai richiami ai canti medievali delle fanciulle disilluse dal matrimonio. 

L'eleganza sobria, intensa e raffinata della voce e della chitarra di Gabriella Grasso, le spruzzate jazz del sax di Concetta Sapienza e quelle cameristiche di Emilia Belfiore al violino, e l'aggiunta di una buona dose di peperoncino con i tamburelli e la voce di Valentina Ferraiuolo, una vera e propria forza della natura (strabiliante l'assolo in Me vojo fare ‘na cantata). Con il tocco originale dello chef: l'intervento sul palco di Donatella Finocchiaro per emozionare con uno dei tanti racconti di soprusi e violenze sulle donne che ormai sono diventati cronaca quotidiana. 
«Un viaggio nell'universo femminile - specifica Gabriella Grasso - non uno spettacolo femminista». Che ha nei suoi archetipi la Rosa Balistreri di Terra ca nun senti e di A pinnula (magistralmente reinterpretata dalla Grasso) o la Gabriella Ferri diRemedios, ma anche Lu tambureddu di Modugno, pizzica infuocata da una indiavolata Valentina Ferraiuolo, tamburellista di Gaeta formatasi alla scuola di Alfio Antico e scoperta da Ambrogio Sparagna: «Il tamburello è una tradizione femminile e io voglio continuarla», dichiara. E fra molte composizioni firmate da Grasso e Ferraiuolo, c'è posto anche per la Canzone arrabbiata di Nino Rota, colonna sonora di Film d'amore e d'anarchia, ruggito finale della Malmaritate contro l'amore maltrattato. 

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Da sottolineare gli arrangiamenti originali di Denis Marino, l'incursione alle tastiere di Elena Guerriero fasciata di bianco, e la presenza tra il pubblico di Carmen Consoli, che, per la sua nuova creatura, ha lasciato per una sera il buen retiro di Puntalazzo dove trascorre la sua gravidanza in attesa, a luglio, del piccolo Consoli.


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