Attualità Modica

I funerali di Giorgio Adamo. In chiesa: Eri l'esempio

Il messaggio del Vescovo: "La morte non prevarrà sull'amore"

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Modica - La storia di un uomo a cui esplode il cuore dalla disperazione, un eroe tragico che si inginocchia e muore di fronte al fuoco impietoso che devasta le sue cose più care e gli riduce sotto gli occhi in cenere i sacrifci di una vita, può riempire di compassione fino alla commozione anche l’animo di chi quest’uomo non lo conosceva.

Ma il fatto è che a Modica Giorgio Adamo lo conoscevano tutti e questa sua morte così drammatica, così straziante, non ha fatto che accrescere il senso di sconfinata ammirazione, di sconfinato affetto per la sua grandezza di uomo.

Un uomo ricchissimo di valori, un amico disponibile, un padre premuroso, un marito perfetto: così l’hanno ricordato gli amici che in migliaia, nel caldo rovente di ieri mattina, si sono ritrovati per dargli l’ultimo saluto, costipati dentro le navate d’improvviso diventate piccole, strette, del Duomo di San Giorgio.

Del Santo patrono lui portava il nome, quel nome urlato sul sagrato proprio come si fa quando si porta a braccio la statua di San Giorgio: e a braccio si sono voluti portare la sua bara i suoi dipendenti, amici fedeli, e suo figlio Giuseppe. Lui e le sorelle Giulia e Luana, guidati dalla madre Rosalba, avranno ora il compito di portare avanti l’azienda a cui Giorgio aveva dedicato tutta la sua vita e a cui ha consegnato anche la sua morte: hanno accettato la responsabilità di farla risorgere dalle ceneri in cui l’ha ridotta l’incendio esploso all’alba di sabato mattina, di ricostruire, di ricominciare.

E al fianco di sua moglie e dei suoi figli resteranno tutti i dipendenti di Giorgio Adamo, che lui chiamava “la sua famiglia di lavoro” e che ieri lo hanno salutato con le parole che si rivolgerebbero a un fratello: “Eri l’esempio di un grande imprenditore, operoso, intelligente, lungimirante. La forza e la caparbietà, l’entusiasmo dei progetti, delle idee e delle intuizioni, la tua fiducia nei nostri confronti, unita all’amicizia con cui ci dedicavi il tuo tempo e ci davi i tuoi consigli, ci hanno reso orgogliosi e fortunati di lavorare con te e per te”. Ai familiari anche il vescovo di Noto, Monsignor Antonio Staglianò, ha voluto far arrivare un messaggio tramite il Vicario Generale della Diocesi Don Angelo Giurdanella: “Dio non permetterà che la morte prevalga sull’amore –ha scritto il Vescovo, ricordando la morte di suo fratello, stroncato alla stessa età di Giorgio Adamo da un infarto – e io voglio testimoniarvelo con la mia vicinanza, con la stessa compassione che Gesù rivolgeva a coloro che vivevano l’esperienza della morte, condividendone il dolore”


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