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Sanità a Ragusa, Drago: “Mancano 200 medici, ma la nostra sanità funziona”

Pino Drago, direttore Asp Ragusa: "A fronte di un fabbisogno di 784 medici, ne sono presenti solo 554"

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Ragusa - 17 giorni per refertare un esame istologico, 140 milioni di euro di investimenti come stazione appaltante, recuperate somme per strutture e adeguamenti sismici.
Numeri, ma anche impegni precisi. Come l’attivazione del nuovo reparto di chirurgia a Modica, l’ampliamento del pronto soccorso di Ragusa, il trasferimento della psichiatria di Scicli all’Ospedale Maggiore e una gara per il rinnovo delle attrezzature diagnostiche.
È questo il quadro tracciato oggi dal direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa, Pino Drago, durante l’incontro con i giornalisti tenutasi nella sede di Piazza Igea, unitamente al direttore sanitario aziendale Sara Lanza e al direttore amministrativo Massimo Cicero.

È la prima volta che la stampa viene convocata durante il suo mandato.
55 minuti per tracciare lo stato di salute dell’azienda e fare il punto sulle strategie e gli interventi in corso.
Tanti i temi affrontati, fra gli altri, l’assistenza domiciliare integrata, che ha permesso di attivare servizi essenziali come trasfusioni e chemioterapia a domicilio, riducendo il disagio per i pazienti fragili.
“Nonostante i progressi- ha detto Drago- , il sistema sanitario provinciale deve, però, affrontare una grave carenza di camici bianchi. A fronte di un fabbisogno di 784 medici, ne sono presenti solo 554. Per colmare questo divario sono stati assunti 15 neolaureati e richiamati 12 medici pensionati, ma la dotazione organica rimane insufficiente”.

Un sistema sanitario in evoluzione, con investimenti mirati per migliorare strutture, servizi e qualità dell’assistenza, e un piano di digitalizzazione e investimenti grazie ai fondi del Pnrr.
Drago ha illustrato le attività avviate dal suo insediamento, il 1° febbraio scorso. Tra gli interventi principali, l’avvio dei lavori per 9 Case di Comunità e 3 Ospedali di Comunità, con l’obiettivo di ridurre l’inappropriatezza degli accessi al pronto soccorso, vera criticità dei tre ospedali.
Sollecitato dai giornalisti, discutendo sulle criticità nei pronto soccorso, il Direttore generale ha annunciato una omogenizzazione dei processi di sosta, ricoveri e dimissioni all’interno dell’area di emergenza-urgenza. Troppe volte, accessi impropri di pazienti che potrebbero essere gestiti dal medico curante. "Seguiremo un processo definito che snellirà le soste". Inoltre, per garantire maggiore sicurezza nei pronto soccorso, è stato implementato un sistema di videosorveglianza, con l’obiettivo di estenderlo a tutte le strutture sanitarie della provincia.
Uno dei passi più significativi è stato il completamento della digitalizzazione del sistema sanitario locale, con un finanziamento di oltre 10 milioni di euro. Questo ha permesso il potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico e l’implementazione di altri servizi digitali per facilitare l’accesso alle cure.

Sul fronte delle attrezzature mediche, l’ASP ha acquistato 15 nuove apparecchiature di ultima generazione, tra cui un acceleratore lineare e una risonanza magnetica, grazie ai fondi del PNRR. Inoltre, sono stati ottenuti 7,9 milioni di euro per interventi di efficientamento energetico negli ospedali di Vittoria e Ragusa.
Un altro intervento chiave riguarderà l’ospedale di Ragusa, il cui ampliamento è stato rimodulato con un finanziamento di 39,6 milioni di euro.
Drago ha snocciolato alcuni dati. Secondo il report Agenas, l’ASP di Ragusa si posiziona tra le migliori aziende sanitarie a livello regionale e nazionale, con l’ospedale di Ragusa al secondo posto in Sicilia per performance. Nel 2024, le strutture ospedaliere della provincia hanno effettuato 26.681 interventi chirurgici e 44.000 ricoveri con la chirurgia di Modica che ha ampliato la sua offerta sanitaria diventando riferimento regionale anche per la chirurgia bariatrica.
Grande attenzione è stata riservata all’assistenza domiciliare integrata, che ha permesso di attivare servizi essenziali come trasfusioni e chemioterapia a domicilio, riducendo il disagio per i pazienti fragili.
 


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