Pistoia - Sono Paolo e Valeria la coppia di sposi che aveva scelto di festeggiare il matrimonio nell'ex convento di Giaccherino, in provincia di Pistoia, e che hanno visto il loro giorno più bello in un incubo, trascorrendo la prima notte da marito e moglie in ospedale. Dopo aver salutato molti dei 200 invitati alle nozze, gli sposi erano rimasti con una sessantina di amici per continuare a festeggiare ballando. È stato proprio allora che il pavimento sotto ai loro piedi è crollato, facendo precipitare 64 persone al piano di sotto. Sono 35 i feriti, 5 dei quali in condizioni gravi ma nessuno in pericolo di vita. Anche Paolo e Valeria sono stati portati in ospedale, al San Jacopo, per poi venire dimessi con qualche contusione.
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Lo sposo, Paolo Mugnaini, è un giovane di 26 anni originario di Firenze. Ha conseguito la laurea in Ingegneria e lavora come insegnante. La sua giovane moglie, anche lei 26enne, si chiama Valeria Ybarra ed è originaria di Houston, in Texas. Studia alla Luiss di Roma e il loro amore ha superato distanze e confini geografici. La famiglia di Paolo Mugnaini è originaria di Lastra a Signa, ma ora si è stabilita nella zona di Scandicci. Entrambi i genitori sono psicologi.
I testimoni raccontano scene da incubo mentre cadevano nel vuoto tra i calcinacci, i detriti e le assi di legno del pavimento che si era sbriciolato sprofondando. Urla e disperazione tra gli invitati, molti dei quali finiti sotto shock. Straziante il grido dello sposo che si è levato a un tratto su tutti gli altri: «Perché proprio a noi è capitata questa sciagura?».
Paolo e Valeria, dopo il crollo, sono stati portati all'ospedale San Jacopo per accertamenti: è qui che hanno trascorso la loro prima notte di nozze. I due novelli sposi, nonostante presentassero condizioni di salute diverse, sebbene non gravi, sono stati messi in due lettini uno accanto all'altro. Qui sono rimasti, mano nella mano, fino a mezzanotte, quando sono stati dimessi. Entrambi sotto choc, preoccupati per le condizioni di salute dei loro ospiti, ma sani e salvi. «Erano vestiti come alla cerimonia - ha raccontato il personale ospedaliero - poi abbiamo appeso l’abito da sposa accanto al letto. Faceva una certa impressione vederlo nella stanza. Una cosa del genere non era mai successa».