Cronaca Messina

Sara Campanella, il fratello Claudio: «Ci ha uccisi tutti, voglio guardarlo in faccia». VIDEO

Laurea alla memoria per Sara Campanella

https://www.ragusanews.com/immagini_articoli/03-04-2025/sara-campanella-a-messina-il-fratello-claudio-ci-ha-uccisi-tutti-voglio-guardarlo-in-faccia-500.jpg Sara Campanella, il fratello Claudio: «Ci ha uccisi tutti, voglio guardarlo in faccia»


Messina - «Stiamo sempre peggio, non si va avanti. Ci ha uccisi tutti, quel giorno. La nostra vita è finita». Così Claudio Campanella sul passare dei giorni senza Sara, quella sorella "strappata" alla vita a 22 anni così brutalmente da non riuscire a darsi pace e da chiedere a gran voce giustizia. Sara è stata uccisa da un collega universitario, Stefano Argentino, che ha confessato il delitto. Il corpo della ragazza si trova nella camera mortuaria del Policlinico messinese e domani (4 aprile 2025) dovrebbe svolgersi l’autopsia. 

«Sara non deve essere mai dimenticata - dice il fratello -, era un raggio di sole e noi lotteremo fino alla fine dei nostri giorni perché lei abbia giustizia». Per la giovane di Misilmeri, Messina era la sua seconda città, aveva anche iniziato a conoscere il dialetto, era il suo sogno concludere qui l'Università e laurearsi. 

«Stiamo ricevendo molto affetto - dice Claudio - e questo ci dà forza, ringraziamo tutti, non abbiamo parole. Noi non sapevamo tutto quello che succedeva con questo collega, lei era fidanzata da 8 mesi con un altro ragazzo, quello che diceva - che si amava troppo per stare con chiunque - era la pura verità, era una ragazza seria, era sempre sorridente e siamo certi non abbia mai dato modo a questo mostro di avvicinarsi. Lo hanno confermato tutti che mia sorella non hai mai dato modo di pensare ad altro. Non è vero che mia sorella a sprazzi ricambiava il suo interesse». 

«Io voglio guardarlo in faccia, lui e tutti quelli che lo hanno aiutato. La mamma ha detto che lui è un bravo ragazzo, ma i bravi ragazzi sono altri, una brava ragazza era mia sorella che aiutava i compagni con disabilità, che incoraggiava i colleghi che avevano preso un brutto voto. Lui l'ha colpita alle spalle e ha pensato anche a come fuggire, questo non è da bravi ragazzi e per quanto mi riguarda sono cose che non si possono in alcun modo perdonare». 

Laurea alla memoria per Sara Campanella 

Sara Campanella riceverà la laurea alla memoria. A darne notizia la rettrice Giovanna Spatari.

Marta Mantineo, la sua coinquilina, amica e collega di università la ricorda «forte come un fulmine a ciel sereno», una ragazza solare, gentile e piena di vita, che non dimenticherà mai. «Non la vedevi mai con il broncio, nemmeno quando stava male, quando era stanca o quando aveva esami su esami da affrontare, perché non vedeva l’ora di potersi laureare velocemente», racconta Marta. «Era sempre lì, con il suo sorriso, pronta ad aiutarti, a studiare insieme, a sistemare la cucina o a fare qualsiasi cosa le proponessi. Faceva mille cose contemporaneamente, perché era così: instancabile, appassionata». La loro quotidianità era fatta di piccole tradizioni che ora, nel dolore, diventano ricordi preziosi: «Cantare a squarciagola la domenica mattina svegliando tutto il vicinato, cucinare chili di pasta per poi mangiarla anche la sera, ridere degli scherzi e delle piccole manie di Sara, come il rifiuto di bere troppa acqua perché la faceva sentire troppo piena». Ma sopra ogni cosa, Marta ricorda la loro routine della sera, quel momento di confidenza e complicità: «Il nostro rito immancabile era riunirci alle 22 in cucina per farci la nostra amata camomilla con due biscotti e del sano gossip. Il nostro modo per dimostrarci ogni giorno di essere la certezza dell’altra». Sara era anche una ragazza determinata, che non si lasciava abbattere. Amava la sua famiglia e il suo adorato gattino, e quando non si sentiva bene, mostrava un lato più fragile che solo chi le era vicino poteva conoscere. «Quando stava male mi chiedeva sempre “Marta, mi fai la pastina col brodo?” e io correvo a preparargliela, pur di vederla mangiare», ricorda la sua amica con un nodo in gola. «Ma voglio ricordarla per sempre con quel sorriso, con le urla che faceva ogni tanto perché si scocciava e doveva un po’ stuzzicarmi, le urla di quando la professoressa le ha spostato l’esame che ha preparato in pochissimo. Avevamo legato così tanto che per me era come una sorella, penso che non proverò mai per nessun altro questo affetto». Sara non sarà dimenticata. La sua voce, il suo sorriso, le sue risate riecheggeranno per sempre nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerla, mentre il suo nome diventerà simbolo della battaglia per la giustizia che merita.


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