Giudiziaria Messina

Ex rettore di Messina Cuzzocrea rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e turbativa d’asta

A processo anche 'ex direttore generale dell'ateneo Francesco Bonanno e quattro imprenditori

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Messina - L'ex rettore dell'Università di Messina Salvatore Cuzzocrea e l'ex direttore generale dell'ateneo Francesco Bonanno sono stati rinviati a giudizio per l’inchiesta sugli appalti affidati durante la loro gestione e per i rilievi mossi dall'Autorità nazionale anticorruzione. I reati contestati sono abuso d'ufficio e turbativa d'asta. Il dibattimento si aprirà il prossimo 4 giugno. Il processo dovrà stabilire se quei lavori finiti sotto la lente d'ingrandimento della procura di Messina andavano affidati con le procedure d'evidenza pubblica e quindi tramite la pubblicazione di un bando o se potevano essere invece affidati direttamente come ha fatto la governance dell'UniMe. 

Sul banco degli imputati ci saranno anche gli imprenditori Giuseppe Cianciolo, Santo Franco, Michelangelo Geraci e Rosaria Ricciardello. Gli imprenditori Daniele Renna e Raffaele Olivo hanno invece patteggiato.Gli appalti che adesso andranno al vaglio del giudice di primo grado sono quelli che riguardano l'efficientamento energetico del patrimonio immobiliare dell'ateneo, il restauro conservativo dei prospetti e la riqualificazione del patrimonio immobiliare universitario e la riconversione delle residenze universitarie in due plessi. 

I contratti tra l'Università di Messina e le ditte affidatarie sarebbero stati sottoscritti dall'allora direttore generale Bonanno e dall'ufficiale rogante Simona Corvaja che invece non è indagata. Cuzzocrea si era dimesso il 9 ottobre del 2023 dalla carica di rettore dell'Università di Messina e dalla presidenza della conferenza dei rettori delle università italiane. Allo stato attuale la procura ha aperto più fascicoli d'inchiesta sull'Università. 

Il primo sui 2.217.844 euro incassati negli ultimi 4 anni dall'ex rettore Cuzzocrea e sui 122.300 euro ricevuti in soli 9 mesi dalla Divaga (una società di proprietà di Cuzzocrea e della moglie Valentina Malvagni e amministrata dalla madre Eugenia Maria Salvo). Il secondo sugli affidamenti diretti plurimilionari deliberati negli ultimi 4 mesi del 2021. L'ex rettore senza alcuna procedura di selezione pubblica e in piena emergenza sanitaria avrebbe affidato una serie di appalti tra lavori e forniture sopra la soglia comunitaria per la somma complessiva di 37.529.916 euro. E nel 2022 l'Anac parlò di "inadempienze e irregolarità negli appalti banditi dall'Università di Messina".


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