Giudiziaria Scicli

Resta in carcere il padre che ha picchiato il figlio. "Non l'ho fatto apposta"

“L’ho abbracciato con forza, ma non mi ero reso conto di avergli causato fratture”

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Scicli - Fra qualche giorno è il suo compleanno e avrebbe confidato il suo grande rincrescimento: "Non posso stare in carcere, devo uscire per festeggiare". 

Ha ammesso nella sostanza i fatti davanti al Gip del Tribunale di Ragusa e rimane in cella il trentanovenne sciclitano, muratore saltuario, indiziato del reato di lesioni gravi nei confronti del figlio di 5 anni. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice Eleonora Schininà, il magistrato che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, l’indagato ha detto di non avere causato le ferite volontariamente, di avere abbracciato con forza il bambino ma di non essersi reso conto di avergli causato fratture agli arti.

La difesa, che sta valutando l’ipotesi di valutare la capacità cognitiva dell’uomo, ha chiesto una misura meno afflittiva per l’indagato. Il Gip, sentito il parere negativo del sostituto procuratore Gaetano Scollo, presente all’interrogatorio, ha rigettato l’istanza di scarcerazione. L’indagato rimane in cella in isolamento a Ragusa. Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Modica. L’uomo è accusato di percosse e violenze che hanno causato al bambino fratture multiple alle braccia e alle gambe, per cui sono stati necessari due delicati interventi chirurgici. Sono state le analisi medico-legali seguite al ricovero del bimbo a non lasciare dubbi sulla chiara incompatibilità delle lesioni/fratture refertate rispetto alla versione dei fatti fornita dal genitore del bambino che aveva parlato di una caduta accidentale ora dal letto, ora dalla vasca da bagno. 

Ha ammesso di aver procurato le fratture al bambino ma senza picchiarlo

Ha ammesso davanti al giudice per le indagini preliminari di avere procurato lui le fratture a suo figlio, ma non lo avrebbe picchiato. Fratturate radio e ulna del braccio sinistro, ulna del braccio destro e tibia e perone della gamba sinistra. L'uomo ha detto al giudice che non rendendosi conto delle conseguenze avrebbe stretto con forza a se' il bambino, due giorni prima del ricovero, per contenerne lo stato di forte agitazione, bloccandolo con le sue braccia e le gambe. Il bambino sarebbe infatti ipercinetico. 

L'uomo avrebbe anche riferito che lui e la madre del piccolo, originaria di Mazzarino, nel nisseno, avevano avuto una breve relazione che si era interrotta prima della nascita del piccolo di cui comunque lui era stato messo al corrente. Una storia d'amore breve troncata cinque anni fa, dopo un'estate insieme trascorsa nella località di mare di Bruca-Cava d'Aliga, nello sciclitano. 

Qualche tempo fa, lui aveva telefonato alla donna per fare gli auguri di compleanno al piccolo e la donna gli aveva chiesto di tornare assieme. Un tentativo. Lui allora, dato che non ha la macchina, con un taxi era andato a prendere la donna e il bimbo e li aveva portati a Scicli, da gennaio. Il bambino era stato ricoverato già a Modica poco prima del 4 febbraio per una malattia esantematica (in verità presentava rossore al pancino) e una volta tornato a casa, il padre se ne sarebbe preso cura. Domenica 2 febbraio, il piccolo mentre stava facendo il bagnetto, sarebbe caduto a terra sbattendo il viso, poi nel pomeriggio sarebbero andati tutti insieme - secondo il racconto dell'uomo - a fare una passeggiata. La sera stessa, rientrati a casa, l'uomo aveva cercato di placare il bambino che era irrequieto, stringendolo a se', non rendendosi conto della forza esercitata sul suo corpicino. Due giorni dopo, la chiamata al 118 e il trasporto all'ospedale Maggiore Baglieri di Modica dove è scattato l'allerta ai carabinieri perchè la mamma del piccolo aveva riferito ai soccorritori del 118 e al personale medico che il bambino era caduto dal letto.

Dopo il ricovero in ortopedia e quello in pediatria il piccolo sabato scorso è tornato a Mazzarino, affidato alla mamma e ai genitori di lei, stimati professionisti. 


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